Istanbul

Adagiata sulle sponde del Bosforo, col suo profilo segnato da cupole e minareti, Istanbul, l’antica Costantinopoli, si protende audace al futuro e alla modernità. Europea e asiatica, giovane e millenaria, disordinata e sicura, grigia e vivace, racchiude in sé infinite ossimoriche caratteristiche, rifuggendo da qualsiasi definizione.

“A Istanbul […] i monumenti storici non sono reliquie protette ed esposte come in un museo, opere di cui ci si vanta con orgoglio. Qui le rovine convivono con la città. Ed è questo ad affascinare viaggiatori e scrittori di viaggi.” Così Orhan Pamuk, scrittore turco, in poche e semplici parole, spiega il fascino che la sua città natale esercita sui viaggiatori. Certo, Istanbul possiede il suo centro storico ma non c’è linea di demarcazione tra nuovo e vecchio, così come non ce n’è tra Europa e Asia.

Eppure la maggior parte dei turisti concentra la propria visita solo all’interno delle antiche mura della città, a Sultanahmet, il quartiere che raccoglie la maggior parte dei monumenti della città e non a caso inserito nella lista dei Patrimoni dell’Umanità Unesco. Qui si possono ammirare, Palazzo Topkapı – dimora dei sultani – la Moschea Blu – il cui nome deriva dalle 21.043 piastrelle di ceramica turchese inserite nelle pareti e nella cupola – la Basilica di Santa Sofia e la stupefacente Cisterna Basilica – un enorme spazio sotterraneo in cui trovano spazio 336 colonne e materiali di spoglio di pregio, sotto un’ampio soffitto a volta. Riflesso, nelle viscere della città, del lusso e della sofisticatezza della città sovrastante in epoca Bizantina, lascia senza fiato anche il più colto viaggiatore e, ahimè, senza parole il più audace scrittore di viaggi.

A cavallo tra due mondi sì, ma mai in bilico. Istanbul, è una “città globale”, ponte ideale fra due rive, anello di congiunzione tra Oriente e Occidente, che prende forma nel ponte, quello vero, sul Bosforo – lo stretto che divide l’Europa dall’Asia e unisce il Mar Nero al Mar di Marmara – cui è seguito un secondo ponte e forse ne seguirà un terzo.

“È davvero enorme come l’umanità”, affermava già Gustave Flaubert nel 1880, immensa nell’estensione quanto nella forza di rinnovarsi e crescere. Istanbul non è solo tra le città più popolose del mondo (13.255.685 abitanti censiti nel 2010) ma anche tra quelle con la popolazione più giovane. Per rendervene conto vi basterà trascorrere una serata in piazza Taksim, più nota, purtroppo, per gli scontri avvenuti nel 2013. La piazza brulica di vita e di giovani che non sono né europei né asiatici, semplicemente turchi. Non vi meravigliate poi se vedeste una giovane coppia formata da una ragazza col velo e lunghe vesti e un ragazzo punk.

Istanbul è una città da vivere con tutti i sensi: è il richiamo del muezzin dall’alto dei minareti, la ricca e speziata cucina (non è solo kebab!), il vento che sempre spira sulle rive del Bosforo, l’odore intenso del tabacco nel narghilè, il tramonto che tinge d’oro uno degli skyline più romantici e malinconici d’Europa.

 

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