Chi sono

Una di quelli nati negli anni ’80 e cresciuta nel decennio successivo, quel periodo in cui sembrava che, almeno in Italia, fosse stato fatto il fattibile e qualsiasi sforzo volto ad andare oltre non potesse che dar vita a pensieri o oggetti che gli anni successivi giudicarono inutili!

Nasco a Fumone (Fr), un paesino di 2000 anime, poco noto anche a chi vive a 80 chilometri di distanza (ossia nella Capitale). Mancavano molte cose, specialmente per i bambini, allora come oggi, in primis l’idea che fossero necessari spazi e attività per quelli che, come me, trascorrono i primi due decenni della propria vita lì, non per scelta. Un campo da calcetto e poco più perciò, se sei una femminuccia o hai la disgrazia di non aver simpatia per il pallone, devi affidarti alla fantasia e ai salvifici nonni, come nel mio caso! La mia fanciullezza è trascorsa come la sequenza di immagini dei più stereotipati cartoni animati, accarezzando gatti, cani e conigli, correndo sui prati, cercando figure note nelle nuvole e raccogliendo fino all’ultima margherita.

Un giorno le margherite son finite, così come la mia fanciullezza.

Ad una fanciullezza pressoché banale e sostanzialmente felice, intrisa dell’amore di tutta la famiglia e ravvivata da una fervente fantasia (spero il lettore mi conceda il vezzo dello stereotipo romantico!) è seguita un’adolescenza segnata, come per la maggioranza dei miei coetanei, da sofferenza, un sentore di depressione e isterismo addolcito e vivacizzato da tanta curiosità per le dinamiche degli adulti e per il mondo in genere.

La prima certezza della mia vita, tuttora tra i pochi capisaldi della mia esistenza, è stata la voglia di scoprire cosa ci fosse oltre il confine, oltre quel, seppure adorabile, paesino.

Finito il Liceo (sbagliato) Scientifico, ebbi la certezza che gli studi di funzione e gli algoritmi non potevano saziare quella smania di conoscenza. Mi trasferii a Roma e iniziai a studiare ciò che più mi dava stimoli: Arte e Turismo.

Fu una vera epifania: iniziai a intravedere un mondo di una complessità e varietà tale che, nella mia ovattata casa sulla collina, non avrei potuto  neppure immaginare…

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